giovedì 10 settembre 2015

Le parole di Piermario

Ottava puntata

Salve a tutti!
Dopo tanto silenzio, ritorna sui vostri schermi una certa rubrica di vostra conoscenza, e sappiamo tutti cosa significa... Dite ciao a Piermario, il Panda del Vocabolario!
Pier: Quanto tempo, amici! Un salutone per recuperare!
Eh, già, sono proprio passati secoli questa volta, mi dispiace tanto... Pronti a riprendere?
Pier: Be', non proprio.
Non mi dire che sei fuori allenamento! Ahi, ahi, ahi, pandino mio, andiamo male!
Pier: Ma no, niente del genere! È solo che, prima di cominciare la puntata di oggi, c'è una grande notizia che devo dare!
Oh, ma davvero? Prego, a te il microfono, non farci stare col fiato sospeso!
Pier: Ma prima ancora, permettimi di chiamare i rinforzi. Regia, prego... non posso schioccare le dita per maggior effetto, con queste zampone, ma ci siamo capiti!
Anna: Eccomi qua, caro! Ora possiamo dare il lieto annuncio insieme! Non vedo l'ora!

Lieto annuncio? Non vorrete dirmi che...
Pier: Eh, sì: ci sono grandi novità all'orizzonte! Sarete felici di sapere che durante questa lunga pausa Anna e io ci siamo sposati! Scusa se non ti abbiamo mandato la partecipazione, ma il buffet era tutto a base di bambù e non credevamo che potesse piacerti...
Ma figuratevi, è il pensiero che conta! E la luna di miele?
Anna: Già fatta! Pensa un po': siamo andati fino in Cina, nella riserva di Chengdu, nel Sichuan. È stato bellissimo!
Accipicchia, che signor viaggio! Spero che vi siate divertiti!
Pier: Tantissimo!
Anna: Quanti bei ricordi...
Pier: Ora, però, si torna al lavoro!
Anna: Giusto, maritino mio, allora ti lascio. Impegnati, mi raccomando! Ci sono ancora tante parole da salvare!
Pier: Allora sotto con la puntata, dai!
Benissimo! E dunque, senza ulteriori indugi: tre... due... uno... apri la busta! Ti ricordi ancora come si fa, vero?
Pier: Eccome! La parola di oggi è... oblio!
Ops... proprio quella giusta, eh? E allora, per prima cosa, facciamoci aiutare dalla regia con la solita immagine.

Pier: Uhm... ma non è il contrario?
Be', sì, ma devi anche capire che questa volta i nostri poveri amici dietro la telecamera hanno avuto i loro bei problemi a trovare una figura che rappresentasse bene il significato della parola di turno, quindi hanno pensato bene di farci vedere quello che non è, per aiutarci a capirla meglio. Tipicamente, infatti, il nodo al fazzoletto si fa per ricordare qualcosa, e il fido dizionario (Zingarelli, 2008) accorre subito in nostro aiuto per dirci che...

oblio o (lett.) obblio s.m. (lett.) Totale dimenticanza […] | Cadere nell'o., essere dimenticato | Mettere, porre nell'o., dimenticare o far dimenticare | Sepolto nell'o., non più ricordato | Sottrarre all'o., richiamare alla memoria | Il fiume dell'o., il Lete, le cui acque cancellavano ogni ricordo in chi vi si immergeva.

Pier: Direi che con tutti questi fior di esempi ormai i nostri lettori avranno capito benissimo che vuol dire!
Una spiegazione talmente a prova di bomba che a me non resta niente da aggiungere, se non forse le scuse per aver, appunto, fatto cadere nell'oblio il blog per tutto questo tempo... Anche se forse non è proprio la parola giusta, perché non me n'ero affatto dimenticata, lo giuro! Ho solo avuto tante altre cose da fare: tra un po' ce l'avrò io, un lieto annuncio da fare, ma di natura completamente diversa dal tuo.
Pier: Be', allora buona fortuna!
Grazie mille! Ne ho proprio bisogno! Andiamo avanti?
Pier: Ma sicuro! Pipa, lente e cappello e sotto con le indagini!
Quanto entusiasmo! Dai, cominciamo:

oblio da obliare

Pier: Ma guarda tu che sorpresa! Quest'indagine comincia con un'ovvietà...
Accontentati, caro mio, adesso andiamo avanti e vedrai!

obliare dal francese antico oblier

Pier: Come, niente latino? Ormai quasi quasi me l'aspettavo...
Se è francese, il latino c'entrerà sicuramente, ma intanto questa è l'occasione per notare che la parola di oggi, che dalla nostra parte del confine è talmente a rischio che il dizionario la considera già letteraria, basta andare in quel di Parigi (qui ci vorrebbe il nostro amico topo, ma non vorrei mischiare indebitamente le rubriche, il territorio è il tuo e non te lo tocca nessuno, caro Pier!) e già non lo è più tanto: “dimenticare” in francese è ancora oggi oublier, solo con una U in più.
Pier: Buona a sapersi: il francese è una lingua così romantica...
E bravo il mio pandino dongiovanni! Vuoi farti bello con la sposina?
Pier: Non ti sfugge niente, eh? Perché non usi quell'occhio acuto per l'indagine, invece che per fare battutine? Hai detto che il latino prima o poi sarebbe spuntato...
E infatti, se andiamo a confrontare quello che abbiamo visto con un'altra versione, ecco che si fa vivo:

oblio e obblio dal lat. oblivium, di cui è dato l'etimo a Oblivione, che vale del pari Dimenticanza.

Pier: Eccolo lì! A questo punto mi par quasi di rivedere un amico...
Ma davvero? Ce ne fosse, di gente che la pensa come te!
Pier: Non avrei passato l'audizione se fossi tutto ciccia e bambù, o sbaglio? Questa è roba da intellettuali! E a proposito...
Giusto! È ora di ricorrere ai pezzi da novanta! Vediamo un po' quale fior d'autore possiamo chiamare in causa questa volta... Ah! Quanto ad autorità non abbiamo proprio di che lamentarci, oggi, ma forse la citazione lascerà comunque un po' a desiderare...
Pier: Cosa intendi?
Aspetta e vedrai...

“Ma chi assaggiava di loro
il dolce frutto del loto perdeva la voglia
di recarci notizie e di tornarsene in patria;
e là tra i Lotofagi amava restare per sempre
a cogliere il loto, oblioso ormai del ritorno.”
(Omero, Odissea, libro IX, vv. 94-98)

Pier: Be', in effetti non usa proprio la parola di oggi, ma almeno abbiamo imparato che esiste addirittura l'aggettivo. Confesso che non l'avevo mai sentito!
Benissimo! Siamo tutti qui per migliorare! In effetti, la parola “oblioso” è veramente un po' impolverata per il poco uso, ma almeno il sostantivo corrispondente dovrebbe essere più facile da tirar giù dalla soffitta, se v'impegnate! Forza, fatelo per Pier... facci gli occhioni dolci, così nessuno saprà dirti di no!
Pier: Avanti, non vi chiedo tanto... Dopotutto, con una puntatona così, sarà una parola ben difficile da dimenticare, no? Ciao ciao, amici! Alla prossima parola!
Arrivederci a tutti quanti!

Fonti:

giovedì 9 aprile 2015

L'allena-mente

Sfida extra-large

Salve a tutti!
Riemersa dalla sessione d'esami con una sensazione che mi fa venir voglia di dire E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139; chi vuol intendere intenda, gli altri... in camper), vi propongo una bella sfida che ha le stesse dimensioni del mio sollievo: enormi! Così enormi che per realizzarla ci sono voluti due cervelli invece di uno: trattasi di un progettone congiunto che ha visto la gentile collaborazione di mia madre, giusto per concludere con un colpo di coda questo periodo intenso in cui ha dovuto sopportare una dose particolarmente massiccia di isterismi da esame, nausee, incubi e altri sintomi assortiti. Ne è valsa la pena, ma ora datemi solo un divano e la soddisfazione di sapere che qualcuno di voi si è scaricato il nostro signor cruciverbone e sarò felice.
Infatti stiamo parlando proprio di un cruciverba, e per introdurlo (con tanto di rima!) chiamo in causa come sempre la nostra Minerva, l'enigmista in erba.

Minerva: Ciao a tutti! Quest'oggi sento odor di sfida memorabile...
E allora hai proprio un gran bel fiuto, cara la mia assistente, perché se qualcuno dei nostri lettori ha familiarità con le dimensioni standard dei cruciverba della mitica Settimana, si accorgerà che l'area di questo è di nientepopodimeno che 22x12 caselle, la normale misura dell'intramontabile Bartezzaghi. Gigantesco per due principianti come noi, ma ci siamo riuscite!
Minerva: Vedo che ha parecchie caselle nere in più di quelli realizzati dal re dei veterani, ma sarò clemente...
Oh, grazie, mia regina. Vorrei proprio vederti fare di meglio con quegli artigli...
Minerva: Ehi! È il cervello che conta!
Lo so, lo so. Dai, non perdiamo altro tempo: penna in resta, pronti, via!


Minerva: E ora le definizioni, se no sai che utilità ha uno schema vuoto...
Certo, certo, arrivano! Ecco qua:

ORIZZONTALI
1. Un gruppo senza il quale l'automobile non parte.
14. La terza nota della scala.
15. Sostanza contenuta nell'urina.
19. Un vistoso tipo d'acconciatura.
20. Merluzzo essiccato.
22. Così mangia chi non paga.
23. Una preposizione articolata.
24. Sigla dei Paesi Bassi.
25. Altro nome del direttore finanziario.
26. Cuneo (sigla).
27. Lo diventerà il bambino.
28. L'indirizzo che identifica il computer.
30. Le consonanti nel sumo.
31. Una metà di... metà.
32. Non diritto.
35. La terza preposizione.
37. Ente Nazionale Addestramento Professionale.
39. Precede alcuni cognomi altolocati.
40. Un'estremità... dell'oboe.
42. Gagliardo, vigoroso.
43. Programma condotto da Corrado negli anni Sessanta.
48. Corrente alternata.
49. Catena montuosa austriaca.
50. Terni (sigla).
51. Simbolo del bromo.
52. Una canzone di Venditti.
53. Ex capitale dell'Ecuador.
58. Giardino zoologico in breve.
59. Il Libro di Zaccaria.
60. Città fondata da Ascanio, figlio di Enea.
61. Città francese patria degli arazzi.
63. Era alienum quello dovuto ad altri.
65. Un grande provider.
66. Marchio di qualità ecologica dell'UE.
68. Una catena di grandi magazzini.
71. Né mia né sua.
73. Per i fedeli, è tale il miracolo.
75. Il contrario del no.
76. Prefisso per “vita”.
77. S'innamorò di una statua.
78. Opera senza pari.

VERTICALI
1. Ha per capitale Bamako.
2. Vale “di” a Londra.
3. Il numero degli Orazi.
4. Le vocali nel nodo.
5. Repubblica Sociale Italiana.
6. La fine di Pierrot.
7. Comune in provincia di Pisa.
8. Celebre università californiana.
9. Iniziali della Chiatti.
10. Il calice dell'Ultima Cena.
11. L'opposto di on.
12. Rete Italiana Open Source.
13. L'inizio dell'estate.
14. Quella italiana è l'euro.
15. Sommergibile tedesco.
16. Random Access Memory.
17. Antico paramento sacerdotale israelita.
18. Nel bel mezzo del caos.
21. Che produce schiuma.
22. Inferiori alla norma.
23. Estensione.
29. Mare in poesia.
30. Gregor, protagonista de La metamorfosi.
33. Battuta o scena umoristica.
34. Nome dell'attrice Abba, musa ispiratrice di Pirandello.
36. Lo impara il principiante.
38. Capitale del Kenya.
39. Suprema magistratura della Repubblica di Venezia.
41. Tutt'altro che small.
44. Animaletto ghiotto di semi di girasole.
45. Infezione con febbre emorragica.
46. Destinazione dantesca dei grandi personaggi nati prima di Cristo.
47. Miscela di solido e gas.
48. Arezzo (sigla).
51. La più nota delle bambole.
54. A... capo dell'iniziativa.
55. Salume caro agli inglesi.
56. Si grida alla fine dell'esibizione.
57. La capitale della Norvegia.
58. Era Giove per i Romani.
62. Grande società spagnola nel settore aeroportuale.
64. Se non è giù, è...
67. Un tipo di componimento lirico.
69. Quello greco serve a misurare l'area del cerchio.
70. Monza-Brianza (sigla).
72. L'inizio dell'apprendimento.
73. Inizio e fine della saga.
74. Mezzo... giro.

Contenta, ora? Dovrebbe essere tutto a posto...
Minerva: Come, “dovrebbe”?
Lo dico solo per premunirmi: ho controllato e ricontrollato e i conti mi tornano, ma se a qualcuno di voi è saltato il grillo di cimentarsi nella creazione di qualche gioco, saprà che la numerazione delle definizioni è un vero incubo, il passaggio più noioso di tutti, in cui se si fa un errore si causa un frustrante effetto domino che sconvolge tutti i numerini successivi al punto in cui lo si è commesso. Nel corso di questo mi è capitato due volte: roba da strapparsi i capelli, ma alla fine ecco qua il risultato! È stato un lavoraccio, ma ne sono molto soddisfatta, proprio come per quei dannati esami. Divertitevi! A presto!
Minerva: Al prossimo rompicapo, gente!

lunedì 30 marzo 2015

L'allena-mente

Non preoccupatevi, non è algebra!

Salve! Rieccomi qua a proporvi un'altra infornata di sfide enigmistiche. E sappiamo tutti, ormai, cosa significa...
Minerva: Oh, ma guarda un po', credevo che mi avessi già dimenticata.
E invece no! Ho rimandato per mancanza di idee, ma alla fine mi sono rassegnata: proporrò “solo” quattro giochi invece di cinque, dato che il quinto non si decide a venirmi in mente. Tra l'altro, mi rendo conto or ora che con questo post festeggio la pietra miliare del quarantesimo: un bel traguardo per una blogger più che dilettante, non trovate?
Minerva: Congratulazioni! Perdonami se non stappo lo champagne, ma di regola le civette sono astemie. Tornando in argomento, quattro di fila? Santo cielo, non ti pare troppo?
Non quando sono di questo tipo: veloci e divertenti da realizzare e, spero, anche da risolvere! Sta' serena, almeno stavolta non ti dovrai sorbire i miei dubbi sforzi grafici, perché si torna a giocare soltanto con le parole.
Minerva: È già qualcosa... Che cos'hai in serbo?
Questa volta, cara la mia assistente e cari lettori, vi troverete tra i piedi un bel po' di X e di Y, ma quanti di voi si stavano già preoccupando, tutti presi da vecchi, spiacevoli ricordi del liceo, tirino pure un sospiro di sollievo: si tratta sì di incognite, ma per scoprirle non dovrete applicare nemmeno una formula matematica! (Le odio cordialmente io stessa, non vi farei mai una crudeltà del genere...)
Minerva: Ah, quindi questa volta si tratta di enigmi veri e propri: questo non ci dice molto, i tipi esistenti sono così tanti che le possibilità sono praticamente infinite. Devo ammetterlo, però, sono piuttosto curiosa di vedere come te la cavi con le rime: spesso e volentieri gli enigmi classici sono in versi.
Gulp... Sapendo come sei severa nei tuoi giudizi, mi sento più tranquilla premettendo che la qualità è un fattore del tutto secondario: basta che l'enigma sia risolvibile, poi può capitare che sullo stesso numero della Settimana una piccola perla poetica sia affiancata a una filastrocca di serie Z... e mi sa che abbiamo capito tutti a quale estremo si avvicinino di più le mie fatiche. Preferisco mille volte la prosa, altrimenti non sarei qui! Ecco il primo:

Sciarada con aggiunta finale sillabica
Un musicista di successo
I suoi xxx sono già molti,
batte i record degli ascolti,
note piovon dai suoi yyyyy
mentre lui vive tra i fasti;
ha un xxxyyyyyzz talento,
ascoltarlo è un godimento.
Minerva: Non è Dante Alighieri, però hai fatto un bel salto mortale tecnico... In questi sei versi sono combinati due tipi di giochi classici: la sciarada, che consiste nel trovare due parole, generalmente corte, che vanno a combinarsi in una terza più lunga, e l'aggiunta finale, che da sola vorrebbe dire che le parole da trovare sono due, di cui la seconda ha una lettera (o sillaba, se così specificato) in più alla fine. In questo caso, però, le parole totali da individuare sono tre. In aritmetica due più due fa quattro, ma talvolta in enigmistica anche la matematica diventa... un'opinione!
Adesso che vi ha spiegato così bene come funziona, ci arrivate? Spero di sì, perché ho già un altro colpo in canna:

Falso iterativo
Dennis la minaccia
Ne combina delle xxxxx
questo bimbo un po' xxxxxxx.
Minerva: Ahi, ahi, che problema... Se adesso vi spiegassi per filo e per segno come funziona un falso iterativo, la soluzione diventerebbe fin troppo facile! Vi dico solo che se “rifare” significa “fare di nuovo”, non sempre aggiungere un pezzetto dà come risultato parole così simili...
Che fai, adesso ti metti pure a parlare per enigmi? Così la gente si stuferà prima di arrivare alla fine! Ecco qua il terzo:

Cambio d'iniziale
Pensano solo ai soldi!
Belle, bionde e pure xxxxxx:
certamente sono tanti
i lor fidi spasimanti,
ma a chi è privo di contanti
spesso danno il due di yxxxxx.
Minerva: Direi che il nome del gioco parla già abbastanza chiaro, ma lo spiego lo stesso per buona misura: nel cambio d'iniziale la soluzione è composta da due parole identiche in tutto, tranne che nella prima lettera.
Grazie, precisa come al solito. Anche questo, se vi ci volete cimentare, è uno dei soliti noti:

Anagramma
Alla mostra canina
Ha un aspetto proprio xxxxxx
quel cagnetto assai viziato,
con un xxxxxx nel suo pelo
e quel cappottin firmato,
ma così vuol la padrona
che il suo Fuffi sia agghindato.
Minerva: Infatti penso che lo sappiano tutti, ma per amor di completezza vi dirò che in un anagramma le parole della soluzione sono composte dalle stesse lettere, ma in ordine diverso, per cui cominciate a scombinare!

Allora, vi siete divertiti a trovare queste incognite misteriose ma non troppo? Se sì, preparatevi, perché questo è il mio genere di gioco preferito da escogitare, per cui ne arriveranno altri a cascate, ammesso e non concesso che mi vengano le idee...
Minerva: Alla prossima sfida, dunque! Ciao ciao!

martedì 24 marzo 2015

L'allena-mente

Divertiamoci con le figure!

Saluti a tutti i lettori (e solutori) di passaggio.
Anche oggi ho in serbo qualcosina per stimolare il vostro cervello, e come sempre ve lo presento con l'aiuto della mia fida assistente!
Minerva: Ciao a tutti! Certo che mi stai facendo fare gli straordinari...
Lo so, lo so, ma quando l'ispirazione chiama, io rispondo! Allora, sei pronta? Oggi ci occupiamo nientepopodimeno che di rebus! Vorresti parlarne un po' a chi non ne è esperto come te?
Minerva: Con piacere! Il rebus, come vi sarete accorti, ha un altisonante nome latino che alla lettera vuol dire “con le cose”: questo perché consiste nel trovare una frase di senso compiuto espressa attraverso una combinazione di lettere, tecnicamente grafemi, e soggetti disegnati, “cose”, appunto. Ce ne sono di tanti tipi e non tutti funzionano allo stesso modo, ma quello classico prevede di mettere insieme tutti gli elementi, letti rigorosamente da sinistra a destra, e poi effettuare una diversa separazione, o cesura, delle lettere ottenute secondo le indicazioni allegate (ad esempio, la dicitura “5 5” vuol dire che la soluzione è composta da due parole di cinque lettere).
Accipicchia, che spiegazione coi controfiocchi! A questo punto spero che i miei rebus ne siano degni... Ecco il primo. Se alcuni soggetti vi risultano troppo piccoli per identificarli bene, provate a scaricare l'immagine e fare tutti gli zoom di cui avete bisogno.

Rebus (6 3 7 3 4)


Minerva: Ma non farmi ridere! Sarà risolvibile, ma francamente è proprio brutto, ragazza mia!
Eh, lo so, ma le mie abilità grafiche sono davvero sotto i tacchi. Mai sentita l'espressione “è il pensiero che conta”, o la usiamo solo noi umani?
Minerva: Sì che la conosco, ed è una fortuna, perché qui c'è veramente poco più del pensiero... Speriamo che il pubblico abbia un palato meno raffinato del mio!
A questo punto non posso che sottoscrivere tristemente... Perdonate l'aspetto un po' raffazzonato, si fa quel che si può: li realizzo al computer perché se già non sono una maga di Photoshop e similari, se li disegnassi a mano sarebbe anche peggio! Le arti visive non fanno proprio per me!
Minerva: E si vede... Passiamo al secondo, nella (vana) speranza di rifarci gli occhi?
Va bene, eccolo qui:

Rebus (7 7 1'5)

 
Minerva: Ma cara ragazza, è vero che nei rebus classici ogni tanto, per dare più senso alla scena raffigurata, qualche soggetto è rappresentato su un poster... così però è davvero troppo!
Mi rendo conto già da sola che come espediente è abbastanza patetico, anche se non me lo fai notare tu con quel tono così antipatico! Ah, a proposito, l'apostrofo nelle indicazioni è realmente presente nella soluzione: di solito quelli si indicano, mentre eventuali accenti no. Dateci dentro!
Minerva: Spero che vi siate divertiti, anche se una mostra d'arte è tutt'altra cosa... A presto!
Arrivederci ai prossimi giochi, amici!

lunedì 23 marzo 2015

L'allena-mente

Tanti numeri, ma niente matematica!

Salve a tutti!
Oggi continuiamo sull'onda dell'enigmistica, ma questa volta non ci saranno caselle da riempire, e metaforicamente parlando, non avrò solo un'aiutante, ma ben due.
Minerva: Come, due? E chi è questo maleducato che pretende di soffiarmi il posto?
Ahi, ahi, ahi, ti sei dimenticata di salutare il pubblico!
Minerva: Ah, già, giusto. Un saluto piumato a tutti i nostri aspiranti solutori!
Ecco, così va molto meglio.
Minerva: Adesso che ti ho accontentata, torniamo alle cose importanti. Con chi è che dovrei dividere i riflettori?
Non ti preoccupare, non è proprio l'ultimo arrivato: per questa puntata chiamiamo in soccorso nientepopodimeno che Oscar Wilde! 

Minerva: Ah, be', allora un po' mi ricredo. Qua l'ala... ops, la mano, signor Wilde, sarà un piacere cederle metà del mio palco.
Guarda che un'immagine non basta a farlo arrivare qui per davvero! Non so mica resuscitare i morti! Al massimo posso farlo in senso molto, molto lato, servendomi di una simpatica collezione delle sue celebri frasi per i prossimi giochi. Saprai anche tu, suppongo, che Oscar Wilde era famoso per le ironiche sentenze che sputava su tutto e su tutti... mi ricorda qualcuno!
Minerva: Ehi, voleva essere una battutina? Non è affatto divertente!
Mamma mia, come siamo suscettibili... Su, al lavoro: presenta pure tu il prossimo tipo di gioco.
Minerva: E va bene. Quest'oggi vi presentiamo una serie di crittografie, un bel parolone che deriva dal greco e vuol dire all'incirca “scrittura nascosta”. Non è suggestivo, il greco? Io lo parlo benissimo, e anche il latino. Da dove credi che spunti il mio nome?
Tesoro, ti ho chiesto una presentazione, non un'autocelebrazione. Va' avanti.
Minerva: Oh, d'accordo... Dunque: una crittografia consiste in una frase o un brano composto da numeri o lettere che sono casuali solo all'apparenza, ma in realtà celano delle parole sensate. Alla fine del codice si trova una chiave che vi aiuta a decifrarne qualcuna, mentre al resto dovrete arrivare voi per tentativi, ricordando sempre la regola base: a numero (o lettera) uguale corrisponde lettera uguale, ovvero, se ritenete di aver capito a che lettera corrisponde il numero 1, quella lettera dovrà sostituire tutti gli 1 che trovate, e così via.
Benissimo, credo proprio che i nostri lettori stiano già affilando la matita, o il mouse. Pronti per la prima sfida? Eccola qui:

1 – 2 3 4 2 5 6 2 7 8 9 – 7 10 7 – 11 9 – 9 1 12 13 7 – 14 9 1 10 5 2 – 2 15 6 12 10 : – 2 – 3 2 16 4 1 6 12 2 16 2 7 15 2 – 6 1 – 7 10 16 2 – 12 11 2 – 17 1 6 – 13 10 16 6 7 6 – 18 9 7 7 10 – 9 6 – 4 5 10 4 5 6 – 2 5 5 10 5 6 . (Chiave: 1 2 7 15 10 = LENTO)

Minerva: Interessante, ma mi pare che ci siano ancora un po' di cosette da chiarire.
Già, hai ragione. Gli spazi tra i numeri servono al solo scopo di renderli più leggibili (la grafia “1 12”, se fosse tutta attaccata, potrebbe essere interpretata anche come “11 2”), mentre i trattini corrispondono ai veri spazi tra le parole. La punteggiatura (misera, ma presente) è quella reale, non andate a pensare a proporzioni o altre diavolerie matematiche solo perché vedete i due punti. Eventuali apostrofi e accenti, invece, non sono indicati: se ce ne sono, dovrete accorgervene voi. Ora che sapete tutto, armatevi d'ingegno e buona fortuna!

Adesso invece proviamone un'altra, ma con le lettere al posto dei numeri. Funziona esattamente come l'altra, con la differenza che avendo a disposizione più simboli, tutti perfettamente comprensibili anche se scritti di seguito, questa volta anche la spaziatura coincide con quella reale.

A BCDEF GDG F HLFHD, F MEFNOLPF: MEDQB GF NLB HRF HDCLGHLB B NHDESFEF L TLUFPPL CBG CBGD HRF N BAADGPBGB. (Chiave: UDEPF = FORTE)

Minerva: Chissà se i lettori saranno d'accordo con questi aforismi...
Vedremo, ma tu non rivelare niente! Ancora una variante, che di solito sull'intramontabile Settimana Enigmistica prende il nome di “Aneddoto cifrato”: un brano un po' più lungo, da decodificare senza l'aiuto di una chiave, ma solo con l'intuito, appoggiandosi ad alcune parole intere già rivelate. Vi dico solo che è un episodio abbastanza famoso con il nostro eroe come protagonista...

1 2 – ispettore – 3 4 5 6 2 6 7 8 – 9 10 11 8 12 8 – 6 7 – 9 8 7 8 13 14 8 – 12 9 14 11 15 15 4 14 8 – 4 12 9 6 14 – 16 11 7 3 8 , – 6 17 17 8 2 6 – 12 13 6 14 9 6 15 4 – 2 8 5 7 11 – 12 15 6 15 11 – Uniti: «18 1 6 7 9 4 12 6 – 3 6 – dichiarare?». 8 5 7 11 – 14 11 12 17 4 12 8 : «2 4 2 – 10 4 – 2 1 7 7 6 – 3 6 – 3 11 9 10 11 6 14 6 14 8, – 15 14 6 2 2 8 – 11 7 – 19 11 4 – 5 8 2 11 4».

Allora, vi siete divertiti?
Minerva: Spero proprio di sì! Arrivederci alla prossima sfida!
A presto, gente!